22 ottobre 2017

GRAFFITI. TRACCE DELLA SCUOLA CHE VERRA’. Seminario internazionale ADi con INDIRE e Fondazione per la Scuola. Bologna 24 e 25 Febbraio 2017

 Pubblicati sul sito ADI programma, presentazione e relatori dell’annuale seminario internazionale ADI di fine febbraio, con la compartecipazione di INDIRE e della Fondazione per la Scuola. E’ un evento atteso, un incontro corale, dove si intrecciano curiosità, ricerca di spunti, voglia di scambi, desiderio di “visioni”, per riconquistare  insieme il gusto e il senso del fare scuola.
Il seminario si svolgerà il 24 e 25 febbraio 2017 nello splendido  antico salone di San Domenico in Bologna. Le sessioni saranno intervallate dai mitici coffee break, in cui rilassarsi, conoscersi e ritrovarsi. 
Come di consueto il seminario si svilupperà su tre sessioni

Prima sessione: venerdì 24 febbraio mattina

La prima sessione è coordinata da Giovanni Biondi, Presidente dell’INDIRE.

Abbiamo “rubato” il titolo della sessione all’ultimo libro di Giacomo Stella “TUTTA UN’ALTRA SCUOLA”. Il fil rouge che collegherà le relazioni, tanto diverse fra loro, sarà il benessere dei ragazzi e il piacere di imparare. Sono questi i due prerequisiti per apprendere e diventare artefici di un mondo migliore.
 I relatori: Lene Jensby Lange ci farà conoscere il mondo della scuola danese, dove  lo “star bene a scuola” riceve la stessa attenzione dell’apprendimento; Margret Rasfeld  ci parlerà di come ha trasformato la Evangelische Schule Berlin Zentrum di Berlino in una scuola all’avanguardia, coraggiosa e cosmopolita, senza voti né orari”, ma con ottimi risultati; Giacomo Stella, che ha sempre guardato la scuola attraverso gli occhi dei più deboli e oggi la vede come  un contenitore di crescente disagio, ci suggerirà sette strategie per cercare di fare della scuola un luogo attraente; infine Lucia Suriano  insegnante, autrice di  Educare alla felicità, fondatrice dell’associazione ”SoRidere”, ambasciatrice nel mondo dell’International Laughter Yoga University, ci indicherà come si possa portare il sorriso nelle aule.

Seconda sessione: venerdì 24 febbraio pomeriggio

La seconda sessione, INSEGNARE E APPRENDERE IN UN MONDO DIGITALIZZATO, è coordinata da Alfonso Molina, Direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale.
La sessione intende esplorare i benefici e i limiti dell’ introduzione del digitale nella scuola. Francesc Pedrò indagherà le potenzialità dei “big data, portando esempi di quanto avviene in alcuni Paesi a livello mondiale; Rachel Nichols ci farà conoscere la straordinaria esperienza della scuola californiana High Tech High, dove il digitale si fonde in un abbraccio virtuoso con l’artigianato, un’ integrazione di mente e mano, di pensiero ed azione. Damien Lanfrey,  uno dei principali artefici del Piano Nazionale Scuola Digitale, farà un bilancio  dell’implementazione del Piano.
Allan Kjær Andersen ci illustrerà come si studia e si vive all’ Ørestad Gymnasium di Copenhagen, di cui è preside,  una scuola divenuta famosa in tutto il mondo per la sua avveniristica architettura e per essere digitalizzata al 100%.

Terza sessione: sabato 25 febbraio mattina

La terza sessione, MODELLI INTERNAZIONALI DI ISTITUZIONI SCOLASTICHE, è coordinata da Norberto Bottani. Questa sessione intende collegare le esperienze delle Scuole Internazionali, in particolare delle International Baccalaureate (IB)World Schools, alle esperienze delle scuole italiane, in particolare di licei ed istituti quadriennali che si stanno realizzando in Italia.
La sessione si apre con la relazione di Nicholas Tate, uno dei maggiori esperti di International Schools e della costruzione dei curricoli, che indagherà come le scuole internazionali possono oggi influenzare le scuole nazionali. Avremo poi l’illustrazione di due scuole italiane, una privata ed una pubblica: Mauro Bordignon illustrerà l’esperienza della H-International School, dove si svolge l’IB-Diploma Programme, Nadia Cattaneo riferirà dell’ indirizzo sperimentale quadriennale internazionale entro l’istituto tecnico statale Tosi di Busto Arsizio. Seguirà l’intervento di Matteo Pompili che illustrerà gli stimoli che possono offrire i Progetti europei al cambiamento dei curricoli .
La sessione sarà conclusa da Carlo Marzuoli che, insieme alla Presidente dell’ADi Alessandra Cenerini, illustrerà la proposta di legge di Istituti a Statuto Speciale, finalizzata ad attribuire alle scuole maggiore autonomia e libertà di innovare, a partire dai nuovi istituti quadriennali. La sfida è:apprendere di più e meglio in minor tempo.

AVVERTENZA  PER LE ISCRIZIONI: quest’anno siamo costretti a numerare  i posti per i partecipanti, non è più possibile transigere sul numero di ammessi nel salone, raggiunta la quota massima, altre 70 persone potranno partecipare nella saletta adiacente con video registrazione, ma non una di più.

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LA NUOVA INQUILINA DI VIALE TRASTEVERE: la ministra Valeria Fedeli

Il nuovo Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, è la senatrice Valeria Fedeli, una carriera da sindacalista dagli anni Settanta al 2012.
Appena insediata è stata oggetto di violente polemiche per avere scritto di essere in possesso di “diploma di laurea”, che laurea non era, ma titolo triennale di assistente sociale, acquisito dopo il diploma di maestra di infanzia. Il Fatto quotidiano è arrivato a chiederne con toni virulenti le dimissioni, mentre Il Manifesto, con Luciana Castellina, ha denunciato questa sorta di linciaggio, affermando: ” Uno dei vanti dei comunisti, che tutt’ora rivendico, è di aver avuto parlamentari operai e braccianti, che spesso non avevano neppure completato le elementari.” Su l’Unità la Ministra, di fronte alla richiesta di Staino di scusarsi, pur esprimendole stima, ha scritto: “Di questa leggerezza, di questo errore, mi scuso, con tutte e tutti, soprattutto con coloro che fanno parte del mondo della scuola dell’università e della ricerca.” E ancora  “Ho commesso un errore. Accetto però oggi la sfida e l’impegno che mi vengono richiesti, chiedo solo di essere giudicata per il lavoro che farò nei prossimi mesi”.
Ebbene noi apparteniamo a quelli che la giudicheranno per il lavoro che farà  e ci auguriamo che, per i molti o pochi mesi (come è più probabile) in cui rimarrà a Viale Trastevere, la Ministra Fedeli non si limiti a riaprire le porte ai sindacati e a riproporre forme stantie di cogestione, i cui risultati sono noti. Si interroghi piuttosto sul disagio degli studenti e sul profondo malcontento di docenti e dirigenti scolastici, sul ritmo frenetico imposto alle scuole nella rincorsa di circolari, direttive e progetti, mentre il MIUR non era nemmeno in grado di garantire il regolare inizio dell’anno scolastico. Le scuole hanno subìto vorticosi cambi di insegnanti per i primi tre mesi dell’anno, un danno grave. E che dire dell’avvio di una valutazione dei docenti, sbagliata nelle finalità e negli strumenti. Una valutazione introdotta senza ragionare su ciò di cui le scuole autonome hanno bisogno: NON premi ai singoli, ma la costruzione di una stabile leadership intermedia. Questo occorre. E che dire  delle tantissime reggenze, mentre il concorso per i dirigenti scolastici , annunciato da due anni, non viene ancora bandito?
Inoltre sui 9 Decreti Delegati della legge 107/2015 (la così detta Buona Scuola), che dovrebbero essere varati a metà gennaio e che toccano nodi nevralgici del sistema istruzione, si prenda il tempo necessario per sottoporli alla consultazione e valutarne rigorosamente l’impatto. Non si possono commettere altri errori. Solo un decreto pare sia in dirittura d’arrivo, lo 0-6 ( scuola infanzia e nidi). Rispetto a questo a noi preme sottolineare per l’ennesima volta la dannosa dicotomia fra scuole pubbliche dell’infanzia statali e comunali. Va prevista la progressiva unificazione fra scuola statale e comunale che deve cominciare con l’omogeneizzazione del contratto degli insegnanti comunali con quello dei colleghi della scuola statale.

E ancora, si abbia da subito un’attenzione  non retorica al numero “incivile” di ragazzi che si perdono per strada, e si metta mano all’unificazione fra istruzione professionale statale, che è stata distrutta, e Istruzione e Formazione Professionale Regionale.
E infine, ma non per importanza, c’è  bisogno in Italia di una razionale allocazione delle risorse, non c’è da vantarsi per le decine di migliaia di assunzioni, se quelle assunzioni non sono andate a coprire esigenze reali, ma sono state fatte in larga misura per chiudere le graduatorie, lasciando al palo solo le insegnanti di scuola dell’infanzia di cui c’è invece reale bisogno. La spesa per l’istruzione in Italia è troppo spesso inefficace, non possiamo più permettercelo!

I RISULTATI OCSE PISA: NON LIMITIAMOCI A REGISTRARE L'ENNESIMO INSUCCESSO

Sul sito ADI sono riportati i risultati nazionali e internazionali dell’indagine PISA ( Programme for International Student Assessment) rilasciati il 6 dicembre 2016, sono risultati allarmanti significativamente inferiori alla media OCSE. Ma non esamineremo qui né le classifiche internazionali né le classifiche nazionali, con il perdurante dramma delle differenza  fra Nord e Sud.
Vogliamo solo sottolineare 3 elementi che mettono in risalto inefficienze non più sostenibili e che dovrebbero imporci di allocare meglio le risorse:
1. Elevate ripetenze e bocciature: un sesto dei quindicenni italiani ha ripetuto un anno e il 10% è stato bocciato alla scuola superiore. I costi umani ed economici delle bocciature e delle ripetenze sono altissimi, ed è provato che sono un rimedio peggiore del male. Ci sono Paesi come la Finlandia che hanno ottimi risultati, senza selezione, con un numero  di ripetenze bassissimo.
2. Molte ore di scuola e di studio con risultati inferiori a Paesi che ne hanno meno. La quantità non è sinonimo di qualità. I nostri curricoli bulimici costruiti con un numero esorbitante di discipline obbligatorie, che richiedono più ore di scuola e di studio, non si traducono in migliori risultati, ma al contrario in peggiori rispetto a Paesi che ne hanno meno come Finlandia, Germania, Svizzera
3. Gli studenti italiani sono fra i più assenteisti. Il numero delle ore e  dei giorni “saltati” è impressionante, solo un Paese ci supera per numero di assenze degli studenti. Un costo elevatissimo e un segnale clamoroso che la scuola non è un luogo in cui si vada volentieri.

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IL QUADRO DELLA SCUOLA ITALIANA FORNITO DAI RAV

Sul sito dell’INVALSI  è disponibile un interessante documento a cura di Donatella Poliandri, I processi ed il funzionamento delle scuole,  che offre un quadro generale del funzionamento delle scuole nell’a.s. 2014-15 sulla base del Questionario Scuola del RAV,  Rapporto di Autovalutazione, cui hanno partecipato 9522 scuole, cioè complessivamente il 98-99%  del totale.
 Sul sito ADi, Tiziana Pedrizzi ne fa una breve utile sintesi  con commento. E’ un quadro che dovrebbe illuminare e guidare molte decisioni politiche, per quanto vada ulteriormente validato.

Gli aspetti analizzati sono 16:

1) Contesto urbano e rurale in cui sono allocate le scuole, 2)Dimensioni degli istituti autonomi, 3) Certificazioni e rispetto delle norme di sicurezza ( i dati sono impressionanti), 4) Palestre e laboratori, 5) Biblioteche scolastiche, 6) Rapporto scuola-famiglia, 7) Reti scolastiche, 8) Alternanza scuola-lavoro, 9) Progettazione e gruppi di lavoro, Flessibilità oraria, 10) Inclusione e BES, 11) Valutazione degli studenti e prove comuni, 12) Comportamenti: ritardi degli studenti nella scuola superiore ed assenze degli insegnanti, 13) Modalità di copertura delle assenze degli insegnanti,14) Formazione del Personale, 15) Progetti, 16) Incentivazione del personale.

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TEACHER CHANGEMAKER MOVEMENT

TEACHER CHANGEMAKER MOVEMENT Progetto Erasmus+ KA1 VET

E’ in pieno svolgimento il progetto europeo "Teacher Changemaker Movement" (Programma Erasmus+ - Azione KA1- Ambito VET) di cui ADi è partner.

Il progetto ha l’obiettivo di  formare un network stabile di aziende e scuole europee che, senza agenzie intermediarie, operi scambi costanti di docenti e studenti in azienda, stabilendo modalità comuni di costruzione e valutazione di unità di apprendimento relative sia alle competenze chiave sia a quelle specifiche professionali. 

Sul sito ADi, Silvia Faggioli ne dà un sintetico, ma illuminante, resoconto. A noi interessa evidenziare l’importante lavoro svolto sulla costruzione e valutazione di unità di apprendimento attraverso l'approccio metodologico europeo di ECVET.

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IL LIBRO: “VALUTARE PER MIGLIORARE LE SCUOLE” A CURA DI B.FIORE E T.PEDRIZZI

E’ appena uscito nelle librerie “Valutare per migliorare le scuole” a cura di Brunella Fiore e Tiziana Pedrizzi, edito da Mondadori. Si tratta di un utilissimo strumento in un momento in cui la valutazione è divenuta una delle questioni cruciali che attraversano la vita delle scuole, non più solo la valutazione degli alunni, ma anche la valutazione delle scuole e di chi ci lavora, insegnanti e dirigenti scolastici. Il testo offre molte indicazioni spendibili sul funzionamento sia delle valutazioni standardizzate degli apprendimenti a livello internazionale e nazionale, sia del processo di Autovalutazione e Valutazione delle scuole in relazione al Regolamento sulla valutazione DPR 80/2013. Il volume si propone quindi come manuale ricco di informazioni operative, indispensabili per chi voglia lavorare oggi nella scuola.

FORMAZIONE ADi

Dalla cornucopia dei corsi ADI, organizzati in unità formative, secondo il Decreto Nazionale sulla Formazione, oggi segnaliamo:

1) APP PER PROF

L’orizzonte dell’eLearning e dell’Edutainment è in continua espansione. Gli applicativi per la didattica, non solamente inclusiva, sono ormai numerosi, spesso gratuiti e richiedono una conoscenza minima della tecnologia. Il corso si propone di avvicinare anche i docenti più restii a questa strumentazione, ormai indispensabile, in particolare intende:  1) introdurre app web based essenziali e dal taglio trasversale (audio, video, testi ed elaborazione di immagini), 2)  dimostrarne l’efficacia didattica, proponendo scenari d’utilizzo completi, 3)  stimolarne un uso creativo attraverso un approccio TPACK (Technological Pedagogical Content)
 Il corso è rivolto:

• A scuole e reti di scuole . Il corso consiste di  una unità formativa di 25 ore, composta da  2 incontri- workshop  in presenza  di 4 ore ciascuno+ materiale di approfondimento, guida online per la progettazione, forum e monitoraggio finale.

• A singoli docenti. Corso interamente online, consiste in una unità formativa di 25 ore

2) IL DEBATE E LA COMUNICAZIONE ORALE

Il Dibattito argomentativo, o Debate nel mondo anglosassone, si sta imponendo come  dispositivo didattico capace di sviluppare contemporaneamente molte  competenze. Innanzitutto la comunicazione orale e la capacità di argomentare, ma anche la capacità di   ricercare e analizzare informazioni, di pensare criticamente, di ascoltare attivamente, di prendere e organizzare note, di prendere decisioni. Ed è anche una grande palestra di democrazia.
Il corso  propone un’analisi di come si può attivare il dibattito argomentativo in classe, delle sue caratteristiche specifiche, dei suoi diversi formati e obiettivi e delle modalità con le quali si può progettare, condurre e valutare.
Il corso è rivolto:

• A scuole e reti di scuole . Il corso consiste di  una unità formativa di 25 ore, composta da  2 incontri- workshop  in presenza  di 4 ore ciascuno+ materiale di approfondimento, guida online per la progettazione, forum e monitoraggio finale.

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A TUTTI BUONE FESTE CON “ MUST BE SANTA” DI BOB DYLAN

Sia il 2017 una anno di “pausa” e di “riflessione”. Si riparta tutti insieme per fare della scuola italiana un luogo in cui sia bello vivere e studiare. 

Il nostro augurio è affidato a Bob Dylan, al suo Must be Santa, un’allegra canzone natalizia del 1960, che il premio Nobel 2016 per la letteratura ha inserito nel suo album Christmas in the Heart, i cui proventi sono stati destinati ad alleviare la fame nel mondo.

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